Artrosi

L'artrosi una malattia delle cartilagini articolari di tipo cronico e degenerativo.

Cos’è l’artrosi

L'artrosi, chiamata anche osteoartrosi, è una malattia delle cartilagini articolari di tipo cronico e degenerativo.
E’ la malattia reumatica più diffusa, in Italia ne soffrono oltre 4 milioni di persone.
La causa principale dell’artrosi è la perdita di cartilagine articolare a livello delle articolazioni.
La cartilagine è un tessuto elastico che ha la funzione di ammortizzatore tra le ossa. Venendo a mancare, principalmente per l’usura, le ossa sono a più diretto contatto tra loro e ciò causa dolore e difficoltà nei movimenti.
Le articolazioni più interessate dall’artrosi sono le mani (Rizartrosi), le ginocchia (Gonartrosi), l’anca (Coxartrosi) e le articolazioni vertebrali (Spondilartrosi).
Colpisce entrambi i sessi anche se le donne, a partire dall’età di 50 anni, ne risultano maggiormente afflitte.
L'artrosi colpisce per lo più le persone anziane, ma in certi casi anche soggetti più giovani ne sono afflitti.

Quali sono le cause

L’età

L’invecchiamento colpisce anche le strutture articolari: le cartilagini, così il liquido sinoviale, divengono sempre meno capaci di sopportare i "carichi" e di rinnovarsi. D’altro canto è pur vero che non tutte le persone anziane soffrono di artrosi e che si verificano sempre più numerosi i casi di giovani che ne sono colpiti, soprattutto tra le donne.

Ereditarietà
Non è stato dimostrato che l’artrosi sia ereditaria, anche se è ben documentato invece che c’è predisposizione a questa malattia se si hanno la madre o il padre che ne soffrono.


Obesità
Il sovrappeso, in particolare quando diviene obesità, è uno dei fattori di rischio più importanti nell’artrosi, soprattutto in quella delle ginocchia, delle anche e della parte lombare della colonna vertebrale.
Anche l’ aumento della quantità di zuccheri nel sangue (glicemia) e di colesterolo che si riscontra negli obesi sembra favorire l’insorgere della malattia.

Squilibri ormonali
Alcune alterazioni ormonali favoriscono l’insorgenza dell’artrosi. La carenza di estrogeni, in particolare, ha mostrato una spiccata azione che favorisce la malattia, che proprio per questo, può colpire le donne in menopausa.


Attività lavorativa
L’artrosi può essere considerata una malattia professionale in alcuni tipi di lavoro: chi utilizza il martello pneumatico (artrosi alle mani, gomiti, spalle); chi guida i camion (artrosi lombare); chi lavora per lungo tempo con il computer (artrosi cervicale-dorsale). In generale ogni attività lavorativa può predisporre all’artrosi quando si mantengono per lungo tempo posizioni del corpo (posture) "fisse".



Quali sono i sintomi

I sintomi principali dell’artrosi sono il dolore e la limitazione funzionale.

Caratteristica del dolore artrosico è di essere acuto quando inizia il movimento (soprattutto la mattina) e di scomparire man mano che ci si muove. Dopo una prolungata attività, il dolore si ripresenta, ad esempio la sera. Mentre si riposa il dolore solitamente è assente. Quando il processo artrosico è molto avanzato il dolore spesso è continuo. Infine può accentuarsi durante i cambiamenti climatici, soprattutto con l’umidità, con il vento, oppure quando si passa da un ambiente caldo a uno freddo.

La limitazione funzionale, cioè la difficoltà o impossibilità di compere alcuni movimenti, è provocata dall’ossificazione delle cartilagini e dalla diminuzione degli spazi e del liquido intrarticolare. Altra causa limitativa è data dalle contrazioni muscolari intorno all’articolazione, conseguenza di una vera e propria reazione difensiva: l’organismo, per sfuggire al dolore, cerca di "tenere ferma" la parte sofferente.

In certi casi, nei pazienti affetti da artrosi possono comparire sintomi depressivi legati alla progressiva incapacità di compiere le normali attività quotidiane.

Come si cura

Per essere efficace e duratura, la terapia dell’artrosi deve consistere nella combinazione di diverse terapie, non solo e non sempre a base di farmaci. Al centro dell’attenzione del medico e del paziente ci deve essere l’articolazione o le articolazioni colpite dall’artrosi.


Esercizio fisico
L’esercizio fisico, se condotto in maniera corretta, può dare grandi benefici ai malati di artrosi perché migliora l’umore, diminuisce il dolore, aumenta il flusso sanguigno al cuore, mantiene sotto controllo il peso corporeo.

L’esercizio fisico può essere effettuato in palestra o in piscina ma può consistere anche nella camminata o nell’andare in bicicletta che sono più economici e si possono svolgere quasi ovunque e vicino a casa.
La quantità e la forma dell’esercizio fisico deve essere prescritta da un medico e dipende da quali articolazioni sono coinvolte e dal loro grado di alterazione. E’ utile anche quando sia già avvenuta una sostituzione protesica.

Riposo e cura delle articolazioni
la terapia dell’artrosi prevede il riposo regolare. E’ importante che i pazienti imparino a riconoscere i segnali del proprio corpo e capire quando fermarsi o rallentare per pervenire il dolore causato dal sovraffaticamento.
Nei casi più gravi possono essere utili le stampelle o i tutori per proteggere le articolazioni e scaricare l’articolazione di una parte del peso che deve sopportare.

Riduzione e controllo del peso corporeo
E’ molto importante che i pazienti con artrosi che sono soprappeso o decisamente obesi riducano il loro peso corporeo. La perdita di peso diminuisce il carico sulle articolazioni portanti (ginocchia, anca), contribuisce a ridurre il dolore e limita ulteriori danni alle articolazioni.

E’ importante che la dieta non sia “fai da te” ma venga impostata dal proprio medico o da un dietista.
Dieta ed esercizio fisico regolare sono i due strumenti cardine per perdere peso.


Farmaci

I farmaci attualmente disponibili per la cura dell’artrosi non sono in grado di modificare il decorso della malattia né tantomeno di prevenirla. Diffidate delle promesse dei tanti preparati a base di erbe o di integratori che non sono sottoposti ai rigidi controlli cui devono invece sottostare i farmaci.

I farmaci attualmente disponibili possono dare reali benefici sia nel controllo del dolore sia nel miglioramento della funzionalità articolare. Occorre però fare attenzione agli effetti collaterali e, come per tutti i farmaci, assumerli solo dietro prescrizione medica e sotto controllo medico.

Paracetamolo

Tra i farmaci più comunemente usati per l’artrosi vi è il paracetamolo (in farmacia lo potete trovare come Tachipirina, Acetamol, Efferalgan, ecc) un farmaco di buona efficacia analgesica ma che non ha effetti sull’infiammazione che spesso accompagna l’artrosi. Non ha i problemi di gastrolesività tipici dei FANS (farmaci anti-infiammatori non steroidei) ma può dare problemi al fegato.

FANS
Vi sono poi i FANS che si possono trovare in farmacia sia come farmaci da banco acquistabili senza ricetta medica sia come farmaci che invece richiedono la prescrizione del medico. Ciò dipende dal loro dosaggio e dalla loro potenza.

Non usate mai con regolarità farmaci da banco che sfuggono al controllo del vostro medico, usateli solo in casi eccezionali per dolori forti ma subito dopo fate riferimento al vostro medico.
I FANS sono degli analgesici molto efficaci e hanno anche un’azione antiinfiammatoria. Sono disponibili per via orale (compresse, capsule), come pomata o cerotto da applicarsi localmente o come fiala da assumersi per via iniettiva per i casi più gravi.
I FANS, chi più chi meno, sono tutti gastrolesivi. Vanno quindi utilizzati per il tempo strettamente necessario e mai per lungo tempo. Devono fare più attenzione i pazienti con oltre 65 anni di età, le persone che si offrono di ulcera gastrica, chi assume altri farmaci potenzialmente gastrolesivi (aspirina, cortisone).
In questi pazienti è importante limitare al massimo la durata della terapia con i FANS ed è utile associare dei farmaci con azione gastroprotettiva.
Non è vero che i farmaci sotto forma di polvere da sciogliere in bocca o in acqua siano meno gastrolesivi di quelli in compressa o in capsula. Il problema della gastrolesività dipende dal loro meccanismo di azione.

Coxib
Alcuni farmaci di ultima generazione, noti come inibitori della COX-2 o Coxib, hanno dimostrato di avere una gastrolesività decisamente minore rispetto ai FANS tradizionali pur avendo la stessa efficacia sul dolore e l’infiammazione. In certi casi hanno dato problemi a chi già soffriva di cuore e vanno assunti, come i FANS, sotto controllo medico.

Analgesici
Oltre al paracetamolo, di cui abbiamo già parlato, per contrastare il dolore si possono usare gli analgesici non narcotici (codeina, tramadolo ecc), farmaci molto potenti in grado di ridurre il dolore anche in breve tempo.
Non hanno però azione antiinfiammatoria e vanno usati per breve tempo.

Cortisone
Sebbene l’artrosi non sia una patologia di natura infiammatoria, in certi casi si può usare il cortisone e i suoi derivati, che sono tra i più potenti antiinfiammatori che si conoscano.
I corticosteroidi possono essere iniettati nelle articolazioni dolenti, ma questo rimedio deve essere utilizzato per un breve periodo, generalmente si raccomanda di non eseguire l’infiltrazione più di 3-4 volte nell’arco di un anno.
I corticosteroidi per bocca non dovrebbero essere usati nel trattamento dell’artrosi.

Acido ialuronico
E’ un farmaco molto utilizzato per le infiltrazioni articolari nei pazienti che soffrono di artrosi del ginocchio.
Questa sostanza è normalmente presente nelle nostre articolazioni che lubrifica e nutre.

Altri modi per ridurre il dolore, senza l’uso dei farmaci
Vi sono diversi modi alternativi ai farmaci per ridurre il dolore, la cui efficacia però non è completamente nota ed è abbastanza soggettiva.

L’applicazione sulle articolazioni dolenti di asciugamani tiepidi o impacchi caldi, bagni o docce tiepide, è in grado di ridurre il dolore e la rigidità.
In alcuni casi, gli impacchi freddi (una borsa del ghiaccio) possono diminuire il dolore.
Chiedete al vostro medico se nella vostra condizione è da preferirsi il caldo oppure il freddo.

Chirurgia ortopedica
Nei casi più gravi di artrosi, la chirurgia ortopedica è in grado di ridurre il dolore e soprattutto di ridare una mobilità articolare altrimenti compromessa irrimediabilmente.
La chirurgia ortopedica può essere effettuata per rimuovere i frammenti staccati dalle ossa e dalla cartilagine e fluttuanti nell’articolazione se causano impotenza funzionale, per rimodellare o riposizionare le ossa e nei casi più gravi per la sostituzione protesica.
Le protesi (d’anca o di ginocchio) sono costituite da leghe di metallo, plastiche ad alta densità e ceramiche. Vengono fissate alle estremità dell’osso con cementi speciali. Le articolazioni artificiali possono durare dai 10 ai 15 anni. Circa il 10% delle protesi hanno bisogno di una revisione.