Fibromialgia

La sindrome fibromialgica Ŕ una controversa sindrome dolorosa cronica caratterizzata da un dolore muscolo-scheletrico diffuso, dalla presenza di punti dolorosi alla pressione e da una varietÓ di sintomi clinici d'accompagnamento.

Cos’è la fibrolmialgia

La sindrome fibromialgica è una controversa sindrome dolorosa cronica caratterizzata da un dolore muscolo-scheletrico diffuso, dalla presenza di punti dolorosi alla pressione e da una varietà di sintomi clinici d’accompagnamento.

Il termine fibromialgia deriva dal latino “fibra”  e dal greco “myo” (muscolo) unito ad “algos” (dolore).
Per “sindrome” si intende un insieme di sintomi e segni clinici che può essere dovuto a più malattie e questa definizione è già indicativa della difficoltà nel definire con precisione le cause e la natura di questa patologia.
Va segnalato inoltre, come la gran parte dei sintomi è comune ad altre due sindromi imparentate con la fibromialgia: la sindrome da fatica cronica e la sindrome da multi-sensibilità chimica.

La sua diagnosi è essenzialmente clinica e si basa sui criteri dell’associazione dei reumatologi americani (ACR) che prevedono:
• la presenza di un dolore diffuso simmetricamente e che dura da almeno 3 mesi
• la presenza di forte dolore alla palpazione di almeno 11 su 18 punti chiave detti “tender points” che si trovano in corrispondenza di specifiche sedi tendinee e muscolari.

La fibromialgia insorge prevalentemente nelle donne in età adulta, specialmente dai 20 ai 50 anni, anche se non sono rari casi di fibromialgia in età pediatrica o durante l'adolescenza. E’ molto diffusa e si stima che in Italia ne soffra tra lo 0,3 e il 3,3% della popolazione.

Quali sono le cause

La causa esatta della fibromialgia è ancora sconosciuta e viene attentamente studiata.

Attualmente si pensa che alla base di questa sindrome possa esserci un disturbo della percezione dolorosa del sistema nervoso centrale.
Svariati studi psicologici sul malato fibromialgico hanno evidenziato la frequente presenza anche di ansia e depressione, senza mai chiarire però, se tali patologie ne fossero la causa o il risultato.
Recentemente sono stati evidenziati gli stretti rapporti di causa-effetto tra lo stress e il dolore della fibromialgia.


Quali sono i sintomi

Alla sintomatologia dolorosa con allodinia (dolore dovuto a uno stimolo che normalmente non provoca dolore) e iperalgesia (uno stato di eccessiva risposta dolorosa a stimoli dolorosi di lieve entità), si associano altri disturbi, quale astenia, alterazioni del sonno, rigidità mattutina, e/o altre sindromi disfunzionali quali dismenorrea, colon irritabile, cefalea tensiva, dispepsia funzionale gastrica, disordine temporo-mandibolare.


Terapia

Per trattare degnamente un paziente fibromialgico deve essere ben chiara la diagnosi differenziale tra questa sindrome dolorosa cronica ed alcune patologie che possono emularne la ricca sintomatologia. Frequente è la sovrapposizione con sindromi psicologiche border-line quali l’ansia, la depressione e l’angoscia, soprattutto nei giovani adulti, mentre tra gli anziani una sintomatologia dolorosa diffusa è spesso causata da vasculopatia cerebrale cronica, demenza senile, depressione mascherata, ipovitaminosi D, polimialgia reumatica, etc.

Il dolore causato dalla fibromialgia può trovare una buona risposta dall’uso di analgesici minori (tramadolo, paracetamolo o la loro associazione) o di FANS atipici (nimesulide) che debbono essere utilizzati a basse dosi e per periodi di tempo limitati solo come sintomatici.
Più maneggevoli e considerabili quasi come “farmaci di fondo” perché capaci di agire sulla qualità del sonno, sull’astenia e sulla sintomatologia neuro-vegetativa accessoria, sono alcuni antidepressivi triciclici (amitriptilina, trazodone) o atipici (ademetionina), alcuni GABA-mimetici (gabapentin, pregabalin) e soprattutto i moderni anti-SSRI (fluoxetina, citalopram, sertralina, fluvoxamina) ed i dual-SNRI (venlafaxina, duloxetina, milnacipram). Spesso la loro posologia deve tenere conto che ci troviamo di fronte a soggetti ipersensibili e facilmente preda di crisi di paura, perciò molto diffidenti nei confronti di nuove medicine che prescriviamo loro.
E’ pertanto cosa prudente iniziare con posologie minime, quasi “omeopatiche” per raggiungere lentamente quelle indicate in scheda tecnica o negli svariati lavori che riguardano l’uso di questi principi nella cura della fibromialgia.

La terapia medica della fibromialgia va completata da un corretto ricondizionamento muscolare attraverso l’attività fisica aerobica (cyclette, bicicletta, corsa, passeggiata veloce, nuoto, etc.) e la somministrazione di calore in ambiente termale o, più semplicemente, con bagno caldo a casa.